(di Bernardo Pasquali). Per la DOC Bardolino, i tempi che stiamo vivendo potrebbero, paradossalmente diventare una chance di posizionamento di un prodotto che, nell’immaginario collettivo, è fresco, semplice, dotato di grande bevibilità e soprattutto, nella versione chiaretto, decisamente contemporaneo. Il cambio dei consumi da parte degli utenti e lo spostamento delle scelte verso uno stile un pò più “dumping” a livello mondiale, meno alcool, minor prezzo, maggior bevibilità, minor complessità, porterebbero a considerare i vini d questa denominazione, come particolarmente appetibile dal new mood che si sta affermando.
Fabio De Micheli è un produttore intraprendente della denominazione che ha ricevuto dal territorio un importante atto di fiducia, con la riconferma a Presidente del Consorzio. “La riconferma alla presidenza del Consorzio Vini Bardolino per un altro mandato è un segno di fiducia e riconoscimento della bontà del lavoro iniziato lo scorso mandato” afferma determinato De Micheli. “La situazione a fine marzo dava stabilità di vendite per il Chiaretto di Bardolino e una leggera contrazione nelle vendite del Bardolino in linea con gli altri vini rossi”.

Quali sono i mercati che stanno offrendo il maggior interesse per la denominazione Bardolino?
I vini della denominazione sono venduti principalmente nella area europea: Italia, Germania, Francia, Svizzera, Austria e Uk. Il calo non riguarda una precisa nazione ma più in generale un cambio di gusto dei consumatori in generale.
Dai suoi primi interventi di ringraziamento per la riconferma, uno in particolare, dichiarava gli sforzi compiuti e futuri per mantenere una giusta remunerazione alla filiera
“Il precedente mandato – continua il Presidente – ci siamo dedicati ad avere un riallineamento delle giacenze della denominazione rispetto al consumo, alla fine dell’anno ci siamo presentati con la giacenza più bassa rispetto al passato e conferma nei volumi di vendita. È naturale pensare a migliorare l’equilibrio fra domanda e offerta per garantire una migliore remunerazione della nostra filiera. I Bardolino hanno avuto un miglioramento del posizionamento anche in GDO grazie al lavoro svolto dalla cooperazione.
I prezzi sono in linea con le annate precedenti. Le strategie che dovremo delineare per sostenere la produzione riguarderanno una diversa gestione del potenziale produttivo che ci consenta di stabilizzare e se possibile migliorare la redditività dei vigneti. Per definire la giusta strategia dobbiamo valutare i dati di vendita alla fine di giugno”.

Quanto conta ancora il valore dell’identità e come avete intenzione di rafforzarlo ulteriormente?
“La scelta che dovremmo fare è quella di rappresentare al meglio la nostra identità, in un momento come questo dove l’offerta è eccedente rispetto alla domanda, la via per ricavarci la nostra fetta di mercato è sicuramente lavorare su identità e tipicità per essere riconoscibili dai nostri consumatori. Soprattutto in questo momento in cui in nostri prodotti possono essere una valida proposta per molti mercati e nuovi consumatori”.
Freschezza, bevibilità, e accessibilità sono elementi del Bardolino e del Chiaretto che possono aiutare molto a sostenere la crisi. Crede di avviare una comunicazione più forte nel prossimo triennio di Presidenza?
Assolutamente sì, siamo convinti per natura delle nostre produzioni di poter rispondere perfettamente a queste esigenze, con ricadute positive per il futuro. La comunicazione giocherà un ruolo fondamentale: il centenario ci darà un assist in questa direzione.
Quali sono i traguardi che ritiene di aver raggiunto con successo e, invece, quelli che tenterà di raggiungere nel prossimo mandato?
“Abbiamo realizzato uno studio sul cambiamento climatico grazie alla collaborazione del professor Attilio Scienza che ha messo in luce i cambiamenti climatici (già in atto e in evoluzione) nella nostra denominazione. Lo studio ha dato una chiara immagine della vocazionalità del nostro territorio e degli utili suggerimenti per affrontare i cambiamenti in atto.
Siamo stati premiati durante la serata dei Top 100 vini di Verona con il Premio Luciano Piona, per la prima volta dato a un consorzio per il miglioramento qualitativo riscontrato nei vini dei nostri produttori. Per chiudere, quest’anno Veronafiere ci ha premiato per i “100 anni di eccellenza” durante la cerimonia di inaugurazione di Vinitaly, è una grande soddisfazione che gratifica il lavoro che da un secolo i nostri produttori portano avanti”.

Parliamo dei giovani produttori della denominazione Bardolino DOC. Come si presenta la situazione sul territorio.
“Nello scorso mandato ho deciso di costituire il Gruppo Giovani Produttori di Bardolino, avendo frequentato da giovane il mondo delle associazioni di categoria. Con grande sorpresa abbiamo registrato l’adesione di 20 aziende con una considerevole presenza femminile. Con loro stiamo affrontando un percorso di formazione e dedichiamo degli eventi di promozione specifici. Confido che il percorso insieme possa dare nuovi stimoli per compiere le scelte strategiche più corrette”.
Come reputa la capacità di accoglienza delle aziende del territorio? Dove si potrebbe migliorare?
“Il Consorzio Vini Bardolino sta sviluppando un percorso di formazione specifico per le nostre aziende associate, crediamo di avere ancora potenzialità inespresse, ma anche di rappresentare già una grande risorsa per il nostro territorio. La capacità di accoglienza è sicuramente elevata, i wine shop esistono da molto tempo e le aziende sono preparate. Oggi però i consumatori stanno cambiando e dobbiamo migliorare la ricettività in funzione di questo, a partire dall’enoturismo, vero e proprio asset di mercato per le nostre imprese e i nostri vini”.
State sfruttando l’AI nella gestione delle attività e progettualità del Consorzio?
È un tema da cui non si può prescindere, che riguarda soprattutto le aziende e le loro attività commerciali. E tutto ciò che riguarda la crescita delle imprese deve essere tenuta in considerazione dal Consorzio nelle sue prossime attività.





















