(di Bernardo Pasquali). Potenziamento delle DOP e IGP e rafforzamento dei Consorzi di Tutela. E’ questo l’importante aggiornamento delle “Disposizioni generali in materia di costituzione e riconoscimento dei Consorzi di tutela per le DOP e IGP dei prodotti agricoli e alimentari“. Un l’iniziativa fortemente voluta dal Ministro Lollobrigida che allarga il raggio d’azione dei consorzi, aumentandone le disposizioni finanziare e il rafforzamento operativo.

“Con questo nuovo decreto – afferma il Ministro – rafforziamo e modernizziamo il ruolo dei Consorzi di tutela, compiendo un importante passo in avanti per la promozione, la sostenibilità e la tutela delle produzioni italiane a Indicazione Geografica. I Consorzi sono uno dei pilastri del successo della Dop Economy: un mercato da 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione e un export che nel 2024 ha superato i 12 miliardi.

L’Italia è leader in Europa per prodotti a Indicazione Geografica: eccellenze uniche al mondo, fondate sulla qualità, sull’identità e sul legame inscindibile con il territorio e le nostre tradizioni. Un patrimonio motivo di orgoglio, che continueremo a sostenere con determinazione, in Italia e sui mercati esteri anche perché è una delle vie per far riconoscere alle nostre eccellenze il giusto valore e distribuirlo lungo la filiera”.

il Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste Francesco Lollobrigida

Possibilità di costituire Consorzi di tutela dedicati a più Indicazioni Geografiche

Il provvedimento cambia anche le prospettive di rilascio delle DOP e IGP, diventando un pò più flessibile sulla possibilità di unire più indicazioni geografiche in un Consorzio che, addirittura, possono afferire a filiere differenti. Questo permetterà anche a piccoli territori di potersi fregiare di una certificazione di tale prestigio e, soprattutto, permetterà a territori organizzati di fare ancora più squadra. Un elemento quest’ultimo che cambierebbe il paradigma anche a livello promozionale e di penetrazione del mercato, oltre che impostazione del brand affiliato.

Un’altra novità sarà l’adozione di forme volontarie di sostenibilità ambientale, economica e sociale delle produzioni. All’Art. 22.1 si legge infatti: “Il Consorzio di tutela può adottare, ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1 del Regolamento, nell’ambito delle proprie attività istituzionali, iniziative volte a migliorare le prestazioni della IG in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.

All’Art.22.4 inoltre rafforza queste disposizioni: “A titolo esemplificativo e non esaustivo il Consorzio di tutela può promuovere pratiche di produzione rispettose dell’ambiente, incentivando l’adozione di tecniche agronomiche sostenibili, il risparmio idrico, la conservazione delle risorse naturali, l’efficienza energetica, la biodiversità agraria, la riduzione degli sprechi lungo la filiera produttiva, la riduzione delle emissioni e l’economia circolare all’interno della filiera”.

Così i Consorzi si avvicinano sempre più ai Boureau Interprofessionel

Il turismo enogastronomico, come afferma Il Sole 24 Ore in un articolo del febbraio 2026, a livello mondiale, vale 46,5 miliardi di dollari, pari circa 39,1 miliardi di euro al cambio attuale, e rappresenta uno dei segmenti più dinamici del turismo esperienziale. L’Europa detiene oltre la metà del mercato (51%), con Francia, Italia e Spagna come paesi leader. Le prospettive di crescita sono particolarmente favorevoli: le stime indicano un incremento medio annuo del 12,9%, segno di un interesse crescente da parte dei viaggiatori per esperienze autentiche, legate al territorio, alla cultura produttiva e alla sostenibilità.

L’innovazione che porta questa nuova via è avvicinarsi ai soggetti promotori in stile Boureau Interprofessionnels des vins de Bourgogne, dove al suo interno si annoverano più filiere, più categorie, più interpreti, con una connotazione turistica molto forte e soprattutto un unico obiettivo: valorizzare e tutelare l’immagine e i prodotti tipici del territorio compreso dalla Denomination.

Ecco dunque gli articoli che sono stati introdotti all’Art.22 da 5 a 7.

5. Il Consorzio di tutela può adottare delle linee di indirizzo che abbiano ad oggetto lo sviluppo del turismo gastronomico nella zona geografica pertinente della IG, e la promozione della conoscenza del prodotto e delle sue caratteristiche qualitative, del suo legame con l’ambiente, della sua storia e del valore aggiunto territoriale che esso esprime.

6. Le attività turistiche devono rispettare la IG, non indurre in errore il consumatore e promuovere un uso corretto e responsabile del nome geografico, in coerenza con la normativa europea, nazionale sulle IG e con le linee di indirizzo adottate dal Consorzio di tutela, di cui al precedente comma 4.

7. Il Consorzio di tutela può inoltre stipulare accordi di collaborazione con enti locali, regioni, soggetti pubblici e privati, istituzioni scolastiche e università per lo sviluppo e la promozione del turismo gastronomico sostenibile.

@bernardopasquali