(di Bernardo Pasquali). Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei ha confermato Gianluca Carraro alla presidenza, che inizia così il suo secondo mandato triennale consecutivo. Una continuità di guida che arriva in un momento delicato ma ricco di opportunità per il comprensorio vitivinicolo dei Colli Euganei, tra trasformazioni nei vigneti, un turismo enogastronomico in crescita e l’ambizioso percorso di valorizzazione avviato negli ultimi anni.
La conferma del CdA: squadra rinnovata, obiettivi confermati
Al fianco di Carraro sono stati confermati i consiglieri Giovanni Barbiero, Lorenzo Bertin, Valentino Bressanin, Simone Dalla Montà, Giorgio Salvan, Giorgia Veronese e Stefano Visintin, a cui si aggiunge il nuovo entrato Luca Calaon. Il Consorzio proseguirà il lavoro sul piano strategico già avviato, con tre direttrici principali: la valorizzazione del Serprino, il miglioramento qualitativo dei grandi vini rossi dei Colli Euganei e la promozione del Fior d’Arancio.
Confermato anche l’impegno sulla promozione turistica della destinazione, attraverso iniziative come il Serprino Festival, capace di portare sul territorio i benefici di un turismo legato al vino, alla cultura e alla natura.

I numeri del comparto vitivinicolo dei Colli Euganei
Il territorio dei Colli Euganei conta complessivamente circa 2.600 ettari vitati, distribuiti su un’area collinare di origine vulcanica di 19 mila ettari che si estende su 15 sotto-zone, ciascuna con un proprio microclima. La denominazione “Colli Euganei” DOC, istituita nel 1969, comprende 13 tipologie di vino, dal Bianco al Cabernet, dal Merlot al Serprino, fino al Moscato, mentre la DOCG Fior d’Arancio, ottenuta nel 2010, resta l’unica denominazione italiana a produrre un moscato giallo in versione secco, spumante dolce e passito.
Il principale attore produttivo dell’area è la Cantina Colli Euganei di Vò, cooperativa fondata nel 1949 che riunisce circa 680 produttori del territorio. Solo nell’ultima vendemmia la cooperativa ha ritirato 100mila quintali di uva complessivi, di cui appena 22mila di uva rossa: un dato che fotografa con chiarezza la trasformazione in atto nei Colli Euganei.
Bianchi in crescita, rossi ai minimi storici
L’ultima vendemmia ha infatti confermato una tendenza che si è consolidata negli ultimi cinque anni: i vini bianchi e le bollicine avanzano con decisione, mentre la produzione di uve rosse scende ai minimi storici. Fino a pochi anni fa il rapporto tra uve rosse e bianche nei Colli Euganei era pressoché paritario; oggi la fotografia è radicalmente diversa, spinta da un mercato che privilegia margini più sicuri rispetto ai vini rossi strutturati, storicamente il fiore all’occhiello del territorio con gradazioni comprese tra il 13,5% e il 14% di alcol.
Il presidente della Cantina Colli Euganei, Lorenzo Bertin, sottolinea come i produttori stiano adeguando le proprie scelte agronomiche alle richieste del mercato, pur riconoscendo la vocazione naturale del territorio per i rossi strutturati. Sul fronte qualitativo, l’ultima vendemmia ha comunque registrato rese elevate e uve sane, complice un andamento climatico favorevole nonostante alcune grandinate estive che hanno sfiorato i vigneti senza causare danni rilevanti.

GREWIP e la scommessa sui grandi vini rossi
Proprio per rispondere a questa sfida, il Consorzio ha attivato il progetto GREWIP (Great Red Euganean Wines Improvement Project), che prevede l’applicazione di protocolli di produzione specifici per l’area, monitorati e valutati attraverso processi di co-decisione e co-creazione che coinvolgono tutti i partner del territorio. L’obiettivo è costruire un modello di innovazione basato su cooperazione e partecipazione, capace di rilanciare la cultura dell’eccellenza vitivinicola alla base dei vini rossi di pregio dei Colli Euganei, attivando anche percorsi imitativi presso aziende esterne al partenariato.
Il turismo enogastronomico: numeri in crescita nell’area UNESCO
Il 2025 si è chiuso come anno record per il turismo in Veneto, con oltre 22 milioni di arrivi (+2,3%) e più di 74 milioni di presenze (+0,9%) a livello regionale. In questo contesto, l’area dei Colli Euganei, riconosciuta nel 2024 dall’UNESCO come Riserva Mondiale della Biosfera, ha registrato un incremento dei consensi turistici con arrivi in crescita del 3,2% e presenze in aumento dello 0,8%.
Il Sistema Turistico Locale Terme e Colli Euganei nel suo complesso aveva già totalizzato nel 2024 887.559 arrivi e 2.925.084 presenze. L’offerta ricettiva dell’area resta fortemente centrata sulle strutture alberghiere, che intercettano il 95% degli arrivi e il 94% delle presenze, ma cresce costantemente anche l’interesse verso l’extra-alberghiero, con un aumento del 12% negli arrivi e del 6% nelle presenze registrato tra il 2018 e il 2024.
Tra i segmenti in maggiore sviluppo per il territorio figura proprio il turismo enogastronomico, insieme a quello sportivo e religioso, identificato dagli operatori come una delle leve strategiche su cui puntare per i prossimi anni, insieme alla forza del brand MAB UNESCO, capace di attrarre un pubblico sempre più orientato verso esperienze autentiche e sostenibili.

Una Riserva della Biosfera che guarda al futuro
Dal 2024 i Colli Euganei sono ufficialmente una Riserva della Biosfera MAB UNESCO, un riconoscimento che promuove l’equilibrio tra attività umane e ambiente, unendo la tutela della biodiversità a pratiche di ecoturismo e agricoltura sostenibile. Un asset strategico che si affianca alla produzione vitivinicola e ad altre eccellenze di nicchia del territorio, come l’olio extravergine, che negli ultimi anni ha conquistato riconoscimenti anche a livello internazionale.
Con la conferma di Carraro alla presidenza, il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei si prepara quindi ad affrontare i prossimi tre anni proseguendo su una strada già tracciata: valorizzare il Serprino, rilanciare i grandi rossi attraverso l’innovazione di filiera, sostenere il Fior d’Arancio DOCG — protagonista anche a Vinitaly 2026 con uno stand dedicato — e continuare a costruire un’offerta turistica capace di trasformare la qualità del territorio in valore economico stabile per l’intero comprensorio dei Colli Euganei.





















