La notizia è stata accolta con grande soddisfazione da Corinna e Giuliano. Il Ristorante Darì, pregevole location a 300mt dall’anfiteatro romano e dal cuore della città, ottiene il riconoscimento di essere inserito nella Guida Michelin, l’élite e la storia di chi opera nel mondo della ristorazione. Un grande risultato che consegue ad un percorso lungo otto anni, da quando il Ristorante è stato rinnovato e preso in gestione. “Dopo i tanti anni passati a dilettarmi di cucina tra Venezia, Padova e Verona, insieme con mio marito – afferma la Chef Corinna Darì – siamo contenti di aver raggiunto questo obiettivo che ci porta tra le migliori tavole della cultura gastronomica italiana e internazionale”.
La Guida Michelin 2027 ha giustificato la sua scelta con le seguenti parole: “Traboccante di stucchi, specchi, ceramiche e lampadari di Murano, si prende posto in una delle cinque sale del ristorante, una più raffinata ed originale dell’altra, per una serata da grande occasione. Tutto s’ispira all’opulenza in questo sontuoso palazzo quattrocentesco, mentre la cucina spazia dal locale all’internazionale, dal creativo al tradizionale. Col bel tempo, servizio in un incantevole giardino, una rarità nel cuore di Verona”.

Un legame d’amore e d’acciaio lungo oltre 45 anni
Corinna Darì nasce a Trieste e vive la sua infanzia a Venezia, tra calli, campi e rii, in una famiglia dove impara l’arte della cucina già da piccola e si innamora dei profumi e dei sapori della tradizione veneta. Lo fa condividendo cucine prestigiose e luoghi dell’hotellerie iconici come ad esempio il mitico Hotel Danieli e la sua Terrazza. La cucina per Corinna è arte e bellezza e sposa gli ideali iconoclastici della cultura e della tradizione nobile e popolare della Dominante. L’incontro con Giuliano, grande interprete dell’hotellerie e del settore dell’accoglienza veneta, darà origine ad un connubio o, per meglio dire, un binomio vincente che li ha accompagnati sino ad oggi.
A Verona, Corinna e Giuliano si erano imposti per il progetto dell’Enotecaa Cangrande che ha deliziato migliaia di veronesi di turisti con ua modalità di accoglienza e di servizio decisamente alternativa e coinvolgente, dove le materie prime traboccavano rigogliose, presentate con sapienza e maestria estetica e dove il palato poteva godere delle piacevolezze dei sapori e dei profumi dei migliori prodotti locali e nazionali. Insieme hanno determinato un punto di riferimento storico a Verona per la conviviali Enogastronomica.

Il Darì, una gemma luminosa tra i palazzi del centro storico scaligero
Il giornalista e critico gastronomico Paolo Massobrio, nel febbraio 2022, in un suo articolo che spiegava perchè aveva scelto il Ristorante Darì per la sua guida “Il Golosario” lo aveva semplicemente definito “Il locale più bello di Verona!”, “un luogo clamoroso”. In effetti così è! Corinna e Giuliano lo hanno fatto diventare la loro casa e ne hanno curato i minimi particolari, con un senso estetico e una capacità di infondere bellezza ed emozioni che è difficile provare nelle altre location della città di Giulietta.
Alcune chicche? La più evidente, il grande lampadario in vetro di Murano che simula una medusa e domina la sala principale. Sempre nella stessa sala, gli stucchi che contornano i grandi specchi, creati dagli stuccatori che hanno fatto rinascere La Fenice di Venezia; le carte da parati pregevoli del parigino Lacroix, tutte con temi diversi in base ad ogni sala. Le sedie in pelle d’anguilla bordeaux e i piatti che aggiungono eleganza alle creazioni della cucina, a partire dalle collezioni Villeroy & Bosch, Meissen Porcelain e gli ultimi arrivati dal maestro ceramista veneziano Geminiano Cozzi.

La sorpresa del grande dehor, ideale per una notte d’estate tra le mura scaligere
Trovare un dehor di tali dimensioni all’interno di un cortiletto storico è molto raro a Verona. Soprattutto nella città antica. Per cui ciò che offre il Palazzo Cà Rezzonico, di stile veneziano, con la sua trifora inequivocabile, ancor oggi di proprietà della famiglia veronese per eccellenza, i Della Scala, è decisamente sorprendente e sostanzialmente unico. Aperto durante la primavera inoltrata fino quasi alla fine del mese di settembre, regala il fresco e il verde delle piante per una cena romantica di sera. Ideale durante i periodi dell’Opera areniana per i tanti turisti e appassionati melomani che si rilassano prima dell’esibizione.
Materia prima ricercata e il ritorno alla genuinità della cucina italiana
“Il segreto di una buona cucina sta, prima di tutto, nel saper selezionare le materie prime – afferma Corinna – e su questo, io e Giuliano impieghiamo molto del nostro tempo libero. La programmazione degli acquisti e il coraggio di andare a selezionare piccoli fornitori, talvolta fuori dei circuiti convenzionali, che garantiscono originalità, altissima qualità e “verità” in quello che metti nel piatto è senz’altro uno dei pilastri da sempre dominante la nostra cucina”.
“Nell’ultimo periodo, inoltre, abbiamo deciso di lasciare il fine dining e di percorrere una nuova strada che ci sta dando grande soddisfazione. Interpretare con il nostro stile, con eleganza e bellezza di impostazione dei piatti, antiche ricette della tradizione gastronomica italiana. A volte ci permettiamo qualche concessione negli ingredienti ma, sempre nel rispetto della piacevolezza della ricetta storica. Allontanarsi da ciò che è la nostra storia con troppi ghirigori e tecnicismi estetici sposta il valore del piatto verso l’eccessivo edonismo. La sfida invece è quella di portare al tavolo dei nostri clienti profumi e sapori intramontabili che hanno fatto la storia della cucina, con un tocco di creatività e un servizio elegante e raffinato, che faccia star bene e regali una emozione il più possibile indimenticabile”.

Il Risotto All’Amarone della Valpolicella, Piatto del Buon Ricordo al Ristorante Darì






















