(di Sara Falchetto)
Nel panorama vitivinicolo italiano, sempre più orientato alla valorizzazione dei territori e dei vitigni autoctoni, Tinazzi rappresenta un esempio emblematico di crescita coerente e visione strategica. Fondata nel 1968 e oggi guidata dalla famiglia Tinazzi, l’azienda ha costruito nel tempo un articolato mosaico di tenute tra Veneto, Puglia e Toscana, con un obiettivo preciso, quello di produrre vini identitari, profondamente legati ai luoghi d’origine e capaci di raccontarne l’autenticità.
Tra queste realtà, Cascina Montelupo, situata nel cuore del Custoza, si distingue come uno dei progetti più originali e sperimentali dell’azienda.
I vini di Cascina Montelupo
Con i suoi 19 ettari vitati, Cascina Montelupo incarna perfettamente la filosofia produttiva di Tinazzi, forte radicamento territoriale e costante ricerca varietale. Da questa tenuta nasce una piccola collezione di etichette accomunate dal simbolo del “lupo”, richiamo evocativo al territorio e alla sua dimensione più autentica:
- Lupo Zero, Metodo Classico a dosaggio zero da Chardonnay
- Lupo Bianco, Bianco Verona IGP da Garganega, Chardonnay, Trebbiano e Cortese
- Lupo Nero, Rosso Verona IGP
Tra queste, è proprio il Lupo Nero a rappresentare l’espressione più identitaria e distintiva della linea.
Lupo Nero e il ritorno dello Spigamonti
La cosa che più colpisce ed identifica questo vino è il vitigno con il quale è prodotto, lo Spigamonti, un vitigno storico del Veronese oggi raro e poco diffuso, un tempo presente in piccoli appezzamenti della zona e oggi riscoperto grazie a progetti di valorizzazione mirati. Si tratta di una varietà a bacca rossa caratterizzata da una maturazione piuttosto tardiva, capace di esprimere vini di discreta struttura, con un profilo aromatico giocato su note fruttate e speziate.
La scelta di vinificarlo in purezza non è solo produttiva, ma esprime una precisa volontà, quella di recuperare e valorizzare una varietà minore, contribuendo alla tutela della biodiversità vitivinicola. Il Lupo Nero si configura così come un vero unicum nel panorama enologico contemporaneo, uno dei pochissimi esempi significativi di vino da Spigamonti, capace di unire identità territoriale e forza narrativa. Si presenta con un colore rosso intenso e profondo, accompagnato da profumi di frutta rossa matura e delicate note speziate. Al palato è caldo e avvolgente, con una struttura equilibrata.
Puntare su vitigni meno conosciuti, come lo Spigamonti, rientra in una strategia più ampia perseguita da Tinazzi, ovvero distinguersi attraverso autenticità, ricerca e un legame profondo con il territorio. Non a caso, il Lupo Nero è stato protagonista anche a Vinitaly, dove è stato selezionato per una masterclass dedicata alle varietà e ai territori emergenti del panorama vitivinicolo italiano.





















