(di Carlo Rossi) È un privilegio immergersi nel suono del silenzio di queste colline, dove ogni filare sembra seguire il ritmo naturale del paesaggio e dove il terroir assume i contorni della poesia. Tra gli anfiteatri vitati di Colfosco, la memoria incontra il presente grazie alla sensibilità della Principessa Isabella Collalto de Croÿ, che guida la tenuta di famiglia con uno sguardo rivolto al futuro e profonde radici nella storia.

Nel cuore del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG nasce Ponte Rosso Extra Brut Millesimato, una delle espressioni più identitarie della cantina Conte Collalto, realtà che affonda le proprie radici in una delle più antiche casate nobiliari d’Europa. Qui il paesaggio appare come un mosaico di vigneti disegnati dall’uomo nel corso dei secoli, alle pendici del maestoso Castello di San Salvatore, simbolo di una famiglia che ha attraversato la storia mantenendo intatto il proprio legame con la terra e con la cultura del vino.

Il nome Ponte Rosso custodisce una storia profondamente intrecciata a quella del territorio. A ovest del castello si estende infatti una zona caratterizzata da terreni particolarmente ricchi di argilla rossa, materiale che per secoli venne estratto per produrre coppi e mattoni destinati agli edifici della corte dei Conti Collalto. Proprio il colore intenso di quei manufatti diede il nome al ponte che collegava quest’area alla vita della comunità locale. Oggi quella stessa argilla rappresenta una delle chiavi interpretative del vino, contribuendo a definirne la personalità e la riconoscibile impronta minerale.

La storia della famiglia Collalto è anche una storia di accoglienza. Originariamente ospitata all’interno del Castello di San Salvatore, la cantina fu trasferita negli attuali edifici nel 1904, conservando tuttavia il forte legame con la dimora storica che ancora oggi rappresenta il cuore simbolico della tenuta. Attraverso visite e degustazioni, gli ospiti possono ripercorrere il cammino che unisce la famiglia alla produzione vitivinicola e comprendere come tradizione e innovazione convivano armoniosamente.

Negli ultimi anni, il lavoro di valorizzazione territoriale promosso dalla Principessa Isabella Collalto de Croÿ ha trovato ulteriore impulso grazie a un’approfondita attività di zonazione che ha permesso di individuare proprio a Ponte Rosso alcune delle parcelle più vocate per la produzione di un Extra Brut di forte identità territoriale. Un progetto che interpreta la Glera secondo una visione contemporanea senza mai perdere il dialogo con la storia e con il paesaggio che la circonda.

Ponte Rosso, la degustazione

Nel calice si presenta con un luminoso giallo paglierino dai riflessi verdognoli e un perlage fine e persistente. Al naso emergono note di mela Pink Lady matura, pera di San Pietro e delicati richiami floreali. Il sorso colpisce per il suo profilo teso, verticale e preciso, sostenuto da una vibrante freschezza e da una marcata vena minerale che richiama la natura argillosa del suolo. Sapidità ed eleganza accompagnano una progressione dinamica e rigorosa, conducendo verso un finale lungo, luminoso e profondamente territoriale, capace di restituire nel bicchiere tutta l’anima degli anfiteatri vitati di Colfosco.