(di Carlo Rossi) Per anni il mondo delle bollicine ha guardato sempre più verso stili secchi e austeri. Brut, Extra Brut e Pas Dosé sono diventati il simbolo di una ricerca di purezza che spesso ha monopolizzato il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Sempre più consumatori stanno riscoprendo il valore degli Extra Dry di territorio, vini capaci di coniugare tensione, precisione e piacevolezza senza rinunciare al carattere del luogo da cui provengono.
È in questo scenario che si inserisce Mas de Fer di Andreola, un Valdobbiadene DOCG che l’azienda considera uno dei propri vini più rappresentativi. Un’etichetta che non rincorre le tendenze, ma rivendica con orgoglio la propria identità territoriale e varietale, dimostrando come l’Extra Dry possa essere una scelta stilistica consapevole e non un semplice compromesso. Mas de Fer nasce da circa cinque ettari di vigneto situati tra Col de Fer e San Gallo, nel cuore delle Rive di Soligo, una delle aree più affascinanti del Conegliano Valdobbiadene DOCG. Qui la Glera cresce tra i 300 e i 500 metri di altitudine, in un ambiente dove le escursioni termiche tra giorno e notte rallentano la maturazione e permettono alle uve di sviluppare profumi più fini, maggiore freschezza e un patrimonio aromatico particolarmente elegante.
Le forti pendenze rendono difficile ogni lavorazione. È la classica espressione della viticoltura eroica, fatta di interventi manuali, cura quotidiana del vigneto e una relazione diretta tra uomo e paesaggio. Ogni grappolo nasce da un lavoro che richiede tempo, esperienza e rispetto per una morfologia complessa. Le colline di Soligo sono il risultato di milioni di anni di evoluzione del territorio. I paleosuoli presenti in quest’area derivano dal sollevamento delle Prealpi, dalle antiche sedimentazioni marine del Miocene e dai successivi fenomeni erosivi che hanno modellato l’attuale paesaggio.
Nel caso di Mas de Fer, il dato più interessante riguarda la natura dei suoli: qui predominano conglomerati calcarei privi di marne, una caratteristica che distingue queste vigne da molte altre aree del Conegliano Valdobbiadene.
Mas de Fer, la degustazione
Mas de Fer si apre con un perlage elegantissimo, fine e persistente, che illumina il calice di riflessi verdognoli su un brillante giallo paglierino. Al naso emergono fiori bianchi, mela verde, agrumi e una ricca macedonia di frutta matura, arricchiti da delicate sfumature speziate che richiamano la personalità delle alte colline di Soligo. Il sorso è cremoso ma slanciato, verticale e dinamico: la tipica morbidezza dell’Extra Dry si fonde con una vibrante vena sapida e minerale, dando vita a un equilibrio raffinato e contemporaneo. La quota elevata dei vigneti contribuisce a preservare freschezza e tensione aromatica, amplificando una beva sorprendentemente agile e precisa. Il finale è lungo, fresco e armonioso, con richiami agrumati e una delicata nota speziata che invita immediatamente al sorso successivo, esprimendo con autenticità il carattere delle Rive di Soligo e dei loro antichi suoli calcarei.



















