(di Carlo Rossi) Quando si organizza una grigliata, la scelta del vino è importante quanto quella della carne. L’Argiòrà Riserva 2021 dell’Azienda Agricola Giovanni De Biase, Grottino di Roccanova DOP, rappresenta un abbinamento di grande personalità per chi cerca un rosso capace di coniugare struttura, eleganza e identità territoriale.

Prodotto nel cuore della Val d’Agri, in Basilicata, Argiòrà nasce da un blend di Sangiovese (65%), Cabernet Sauvignon, Montepulciano e Malvasia Nera di Basilicata. Dopo 36 mesi di affinamento in botti di rovere, il vino raggiunge un equilibrio che valorizza il frutto senza coprirne l’espressività, regalando profumi di ciliegia matura, frutti di bosco, spezie, tabacco e cacao, accompagnati da tannini morbidi e da una piacevole freschezza.

Il nome Argiòrà richiama l’argilla dei paleosuoli di Roccanova e l'”oro” rappresentato dal valore che la terra restituisce attraverso ogni vendemmia. Questi terreni, ricchi di argille e antiche stratificazioni geologiche, favoriscono una maturazione lenta delle uve e contribuiscono alla complessità aromatica che caratterizza il Grottino di Roccanova DOP.

Argiòrà interpreta inoltre una moderna filosofia produttiva. La coltivazione biologica tutela il vigneto e la biodiversità, mentre la vinificazione vegana, realizzata senza l’impiego di coadiuvanti di origine animale, risponde alle esigenze di un consumatore sempre più attento alla sostenibilità e alla trasparenza produttiva.

Anche quando il vino accompagna una tavola ricca come quella della grigliata, il vero protagonista resta l’equilibrio. Gustarlo con moderazione, insieme a un’alimentazione varia e a piatti preparati con ingredienti di qualità, permette di valorizzarne al meglio il patrimonio aromatico e culturale. Il vino, infatti, è prima di tutto un’espressione del territorio, della convivialità e della tradizione gastronomica mediterranea.

La degustazione: Argiorà Riserva 2021 quando il blend diventa identità

L’Argiòrà Riserva 2021 dimostra come un grande vino non nasca dalla semplice somma dei vitigni, ma dalla loro capacità di dialogare fino a creare un’identità nuova e irripetibile. Il lungo affinamento di 36 mesi in botti di rovere ha consentito ai diversi caratteri varietali di fondersi in un insieme armonico, nel quale ogni uva conserva la propria voce contribuendo però a un racconto corale.Si sente il know how di Fabio Mecca, enologo dell’azienda.

Il Sangiovese, che rappresenta il 65% dell’assemblaggio, costituisce l’ossatura del vino. È il vitigno che imprime slancio, verticalità e una raffinata tessitura tannica, regalando freschezza, eleganza e quella tensione acida che sostiene l’intera architettura gustativa e ne garantisce una notevole capacità evolutiva.

Il Cabernet Sauvignon entra con discrezione ma lascia un’impronta decisiva. Dona profondità, struttura e densità polifenolica, arricchendo il corredo aromatico con sentori di ribes nero, mora selvatica, pepe nero, tabacco da pipa e leggere sfumature balsamiche che il rovere accompagna verso eleganti richiami di cacao amaro, caffè tostato e spezie orientali.

Il Montepulciano introduce morbidezza e ampiezza di gusto. Le sue note di amarena, prugna matura e piccoli frutti di bosco rendono il sorso avvolgente e succoso, contribuendo a una tessitura vellutata che equilibra perfettamente la vivace struttura del Sangiovese.

La Malvasia Nera di Basilicata rappresenta la firma territoriale dell’Argiòrà. Pur presente in misura contenuta, svolge un ruolo determinante nell’equilibrio aromatico, impreziosendo il bouquet con eleganti richiami di viola appassita, rosa canina, macchia mediterranea, mirto, erbe aromatiche e delicate spezie dolci. È il vitigno che restituisce nel calice il carattere più autentico della Basilicata, conferendo al vino una personalità riconoscibile e profondamente legata al territorio.

Alla vista si presenta con un rosso rubino fitto e luminoso, attraversato da riflessi granati che testimoniano la lenta evoluzione in legno. Il primo impatto olfattivo è ampio e stratificato: ciliegia matura, amarena e mora lasciano progressivamente spazio a liquirizia, cuoio, cacao, tabacco dolce, vaniglia, chiodi di garofano e leggere note di grafite, in un equilibrio nel quale il rovere accompagna il frutto senza mai dominarlo.

L’ingresso al palato è pieno e avvolgente, ma immediatamente sostenuto dalla freschezza del Sangiovese, che imprime ritmo e precisione. La progressione gustativa si sviluppa con naturalezza: il Cabernet costruisce profondità e persistenza, il Montepulciano amplia il centro bocca con morbidezza e ricchezza fruttata, mentre la Malvasia Nera aggiunge eleganza aromatica e una raffinata vena mediterranea che accompagna il finale.

I tannini, perfettamente maturi e levigati dal lungo affinamento, risultano setosi e ben integrati nella massa del vino. La chiusura è lunga, sapida e speziata, con un piacevole ritorno di frutta nera, cacao e officinali che invita immediatamente a un nuovo sorso.

È proprio questo equilibrio a rendere l’Argiòrà Riserva 2021 un vino di straordinaria vocazione gastronomica. La sua struttura sostiene magnificamente la succulenza di una costata alla brace o di una fiorentina, mentre la freschezza e la precisione tannica detergono il palato dai grassi della carne, preparando ogni boccone successivo. Con agnello, capretto, selvaggina, salsicce artigianali e formaggi a lunga stagionatura esprime tutta la propria complessità, dimostrando che il miglior vino da grigliata non è necessariamente il più potente, ma quello capace di mantenere in perfetto equilibrio intensità, eleganza e bevibilità.

“In Argiòrà il blend diventa così il linguaggio attraverso cui Roccanova racconta la propria identità” sottolinea Mecca : il rigore del Sangiovese, la nobiltà del Cabernet, la generosità del Montepulciano e l’anima mediterranea della Malvasia Nera si fondono in un’unica voce, restituendo nel calice il carattere autentico del Grottino di Roccanova DOP