(di Bernardo Pasquali).Prende il via il nuovo programma annuale di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, che da quest’anno cambia volto in modo strutturale. Il decreto firmato dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, di concerto con il Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, stanzia per la campagna 2025 un totale di 54,9 milioni di euro per il Fondo nazionale indigenti, dando attuazione a quanto previsto dalla legge di bilancio 2025.

Da 4,9 a 50 milioni: il confronto con gli anni precedenti

Il dato più significativo del provvedimento riguarda proprio l’entità dello stanziamento. Fino allo scorso anno, infatti, la dotazione destinata al programma di distribuzione alimentare per gli indigenti si fermava a poco meno di 4,9 milioni di euro annui. Da quest’anno la componente strutturale del fondo sale invece a 50 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori risorse fino a raggiungere il totale di 54,9 milioni stanziati per la campagna 2025.

Si tratta di un incremento di oltre dieci volte rispetto al passato, un salto che il Ministero dell’Agricoltura ha definito una vera e propria inversione di rotta nelle politiche di sostegno alimentare per le persone indigenti. Non un contributo straordinario e temporaneo, dunque, ma una dotazione resa strutturale, pensata per garantire continuità di programmazione agli enti che gestiscono la distribuzione sul territorio.

A conferma della natura non episodica della misura, il Ministero ha successivamente firmato anche il decreto per il 2026, confermando lo stesso stanziamento di 54,9 milioni di euro e portando così a 165 milioni di euro il totale garantito in tre anni al Fondo nazionale indigenti.

Come funziona il nuovo Fondo nazionale indigenti

Lo stanziamento servirà all’acquisto di un paniere di prodotti alimentari provenienti da filiera italiana, che saranno poi distribuiti sul territorio nazionale in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore. Il paniere destinato alle persone indigenti comprende alimenti di qualità e ad alto valore nutrizionale: biscotti per l’infanzia, formaggi DOP, riso da risotto, salumi DOP e IGP, carne di vitella, succhi di frutta, macedonia, oltre a verdure e legumi conservati.

Sarà Agea, l’Agenzia per l’erogazione dei fondi in agricoltura, a definire il cronoprogramma delle gare per l’acquisto degli alimenti, operando in concerto con gli enti caritatevoli per venire incontro sia alle loro esigenze organizzative sia a quelle dei beneficiari finali. Tra le organizzazioni che collaborano al programma figurano alcune tra le più importanti realtà del terzo settore italiano: Caritas, Croce Rossa, Banco Alimentare, Banco delle Opere di Carità, Comunità di Sant’Egidio, Banco Alimentare Roma e Sempre per la Pace.

Il Fondo indigenti nel quadro più ampio delle misure anti-povertà

Il Fondo nazionale indigenti non è l’unico strumento messo in campo dalla legge di bilancio 2025 per contrastare la povertà alimentare. Nello stesso provvedimento, il Governo ha previsto anche 500 milioni di euro per l’annualità 2025 della Carta Dedicata a Te, la misura destinata all’acquisto di beni alimentari di prima necessità per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro. Un impianto complessivo che, secondo il Ministero, punta a garantire un sostegno più ampio e diversificato alle fasce più deboli della popolazione, distinguendo tra un canale rivolto direttamente alle persone in condizione di indigenza attraverso il terzo settore e uno destinato ai nuclei familiari a basso reddito tramite carte prepagate.

Un provvedimento accolto positivamente, senza particolari polemiche

Diversamente da altre misure legate al mondo agroalimentare e al sostegno del reddito, il potenziamento del Fondo indigenti non ha finora suscitato particolari controversie pubbliche. Le dichiarazioni ufficiali raccolte al momento della firma del decreto restituiscono un clima di accoglienza positiva, in particolare da parte delle organizzazioni del terzo settore, che da tempo lamentavano la difficoltà di programmare la propria attività con una dotazione annua di appena cinque milioni di euro.

Il Ministro Lollobrigida ha sottolineato più volte come il terzo settore svolga un ruolo importantissimo nello stare vicino alle fasce più deboli della popolazione, evidenziando che rendere strutturale il contributo del Masaf consente agli enti caritatevoli di programmare il proprio lavoro e migliorare risultati già definiti straordinari. Un messaggio che punta a presentare la misura come una risposta concreta alle richieste avanzate nel tempo dalle stesse associazioni impegnate quotidianamente nella distribuzione alimentare alle persone indigenti.

Perché la stabilità del fondo conta più dell’importo

Al di là della cifra in sé, l’aspetto più rilevante sottolineato dagli operatori del settore riguarda la prevedibilità delle risorse. Un fondo che passa da un finanziamento variabile anno per anno a una dotazione strutturale permette infatti alle organizzazioni caritatevoli di pianificare acquisti, logistica e distribuzione con maggiore anticipo, riducendo il rischio di interruzioni nel servizio alle persone indigenti che dipendono da questi aiuti alimentari. Con la conferma dello stanziamento anche per il 2026, il Governo sembra voler consolidare questa impostazione, trasformando il sostegno alle persone indigenti in una componente stabile e non più emergenziale delle politiche sociali legate al settore agroalimentare.