(di Sara Falchetto)

Si è tenuta lunedì sera a Cerea, la preselezione dei sei finalisti che giovedì 5 marzo si contenderanno il titolo di miglior Stortina Veronese amatoriale della pianura.

Da quasi trent’anni il Palio rappresenta un’occasione preziosa per condividere i sapori della nostra terra e far conoscere anche alle nuove generazioni le antiche tradizioni, con l’obiettivo di preservarle e tramandarle nel tempo. Il contest è organizzato ogni anno dal Comitato Slow Food delle Valli Grandi Veronesi e dalla Pro Loco di Cerea, che per l’occasione hanno messo a disposizione gli spazi e curato la cena per tutti i partecipanti e gli ospiti presenti.

A condurre la serata sono stati Luca Faggioni, fiduciario della Condotta Slow Food Valli Grandi Veronesi e Matteo Merlin referente Slow Food del Presidio della Stortina Veronese. I partecipanti di quest’anno sono stati 14 e a selezionare i sei finalisti una giuria composta da otto membri, tra cui due nuove entrate: due assaggiatori ONAS e ONAF, associazioni nazionali dedicate rispettivamente alla degustazione di salumi e formaggi.

La storia della Stortina Veronese

La Stortina Veronese è un piccolo salame dal peso inferiore ai due etti, tipico della pianura veronese e simbolo della cultura contadina locale. Il nome sembra derivare dalla sua forma leggermente ricurva e la qualità del prodotto è legata all’utilizzo di parti nobili del maiale, sapientemente selezionate e arricchite da una speziatura caratteristica.

Il metodo di preparazione, tramandato di generazione in generazione, prevede una singolare tecnica di conservazione. A causa delle ridotte dimensioni, infatti, le stortine tendevano ad asciugarsi troppo rapidamente, per mantenerle morbide e fresche durante tutto l’inverno venivano quindi immerse sotto lardo all’interno di pentole di terracotta. I contenitori venivano poi riempiti alternando strati di piccoli salami e lardo macinato e salato, uno strato finale più spesso, detto “cappello”, copriva completamente il contenuto fino a colmare la pentola. Chiusa con il coperchio, la pentola veniva poi riposta in cantina anche per diversi mesi. Ancora oggi le stortine si gustano secondo tradizione, accompagnate da pane fresco o da polenta abbrustolita

Stortina Veneta: la valutazione

La valutazione si è basata su tre parametri fondamentali: aspetto, profumo e gusto. Tutte le quattordici stortine in gara sono state servite nel piatto e analizzate secondo questi criteri, un’esperienza di degustazione che ha messo a confronto le diverse interpretazioni dei produttori, le caratteristiche distintive e le tecniche utilizzate nella preparazione. Un processo meticoloso e tutt’altro che semplice, che richiede attenzione e cura in ogni fase per garantire un risultato di qualità.

Al termine della serata, a tutti i partecipanti è stato consegnato per la prima volta un gagliardetto di partecipazione, come riconoscimento per il contributo offerto alla valorizzazione della tradizione locale. Sono stati quindi proclamati i sei finalisti: Jody Vella, Gianni Soffiati, Cipriano Pangrazio, Massimo Soave, Team Campioletto e Roberto Zanetti, che si sfideranno giovedì per aggiudicarsi il premio finale.

I festeggiamenti proseguiranno poi nel weekend a Pianura Golosa il Mercato Enogastronomico della Pianura Veronese, in programma a Cerea presso l’Area Expo.