Seconda grande vittoria ottenuta dai panificatori artigiani con la recente sentenza del Consiglio di Stato che vieta la vendita del pane sfuso in modalità self service, utilizzata in particolare nei supermercati e nei centri commerciali. “Dopo aver ottenuto il divieto, sempre per la grande distribuzione, di denominare il pane precotto con la dicitura ‘Pane Fresco’ – afferma il Presidente della Federazione Alimentaristi di Confartigianato Imprese Veneto, Cristiano Gaggion –, con questa sentenza il Consiglio di Stato ha sancito il coronamento positivo di un’altra battaglia combattuta nei confronti di una prassi consueta nella grande distribuzione, ma da noi, panificatori artigiani, ritenuta non conforme alle norme igienico sanitarie”.

Il massimo organismo giuridico in ambito amministrativo, con questo atto che vale su tutto il territorio nazionale, sposa pienamente le tesi portata avanti da Confartigianato. La “svolta” è avvenuta nel dicembre del 2020 quando i carabinieri dei Nas di Lecce sequestrarono 23 chilogrammi di pane e imposto la sospensione della vendita in modalità “self service” ad un supermercato. La struttura commerciale presentò immediatamente ricorso contro i provvedimenti adottati. Riscorso che il consiglio di Stato nelle scorse settimane ha giudicato inammissibile con diverse motivazioni, tra le quali quella che evidenzia come la modalità di vendita self service di pane sfuso risulti del tutto inidonea a garantire le più elementari esigenze di sicurezza alimentare. Inoltre, la sentenza afferma che il pane sfuso, ottenuto da completamento di cottura del pane precotto, deve essere confezionato prima della messa in vendita e non può essere confezionato dal cliente.

“Sono state riequilibrate le regole di mercato – sottolinea Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – a favore dei laboratori artigiani, che in provincia di Verona sono 219 e danno lavoro a 983 dipendenti (1.449 i panifici in Veneto, con 6.827 addetti), che ogni giorno sfornano quintali di pane e panificati, rispettando un rigido sistema di controllo alimentare (HACCP), introdotto dal legislatore, per garantire la sicurezza e l’igiene dei servizi e dei beni destinati alla vendita. Va ricordato, infatti, che il pane è un prodotto che non si sbuccia e non si lava, ma si consuma tale e quale, e pertanto deve essere trattato con tutte le precauzioni igienico-sanitarie del caso, proprio per azzerare i rischi a danno del consumatore. La salute del cliente rappresenta il principio che sta alla base del lavoro quotidiano che viene fatto all’interno dei nostri punti vendita, i quali da sempre devono sottostare a regole e prescrizioni ben precise, che se non rispettate comportano multe salate”.

Il settore della panifazione in Veneto
Imprese artigiane al 30.06.2021 e addetti artigianato al 31.12.2020
Imprese artigianeAddetti
Belluno80452
Padova2571.176
Rovigo92366
Treviso2621.292
Venezia3091.419
Verona219983
Vicenza2301.139
Veneto1.4496.827
Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato Imprese Veneto su dati Unioncamere – InfoCamere