Corpinnat ha rilasciato i dati sull’anno fiscale 2025 che registra una ulteriore crescita nelle bottiglie vendute, passate da 2,22 a 3 milioni con una crescita del 35% che assorbe ampiamente il calo che si era registrato nel 2024 rispetto al 2023, con una contrazione del 2,55 nelle vendite del metodo classico catalano. Questo grazie anche all’ingresso di sei nuove cantine nel sindacato fondato nel 2018 8il totale è salito a 23).

Rispetto ai Cava della DO venduti nello stesso periodo – 190 milioni di bottiglie in calo però di quasi il 13% sul 2024 – Corpinnat è ancora molto piccolo, ma il suo appeal – fondato su rigidi criteri di coltivazione e produzione – continua a crescere.

In termini di fatturato il 2025 si è chiuso con incassi per 34,1 milioni€ a fronte dei 26,8 dell’esercizio precedente, in valore la crescita è stata dunque del 27%. Il prezzo medio a bottiglia è calato a 20,45€ contro i 21,10 del 2024 e i 20,15 del 2023. E’ cresciuto il numero delle etichette in vendita salito a 129 dalle 98 dell’esercizio 2024. L’ingresso di nuovi soci nel marchio collettivo catalano ha portato la superficie di proprietà a superare la soglia dei 700 ettari (sono 712 esattamente) con una crescita dell’11% rispetto ai 637 dell’anno precedente.

Corpinnat ha distribuito ai coltivatori che forniscono le uve alle cantine (poco più della metà delle necessità produttive) 4,3 milioni € pari ad un ricavo di 1,1€/chilo, e 7300€ ad ettaro, il 58% in più rispetto alla vendemmia 2023.

Cambia anche il mix delle vendite: la quota dei Corpinnat con almeno 18 mesi di affinamento sui lieviti, ovvero il livello base, è passato dal 30 al 45% a fronte di una contrazione nelle vendite della fascia intermedia (30-60 mesi) scesa di ben dieci punti, dal 52 al 42%. I “super Corpinnat”, quelli con invecchiamento sui lievi oltre i sessa nta mesi si attestano al 13% delle vendite, cinque punti in meno rispetto all’anno precedente.

Cresce l’export che sale dal 18 al 21% delle vendite con USA, Olanda, Svizzera e UK al vertice dei mercati di sbocco. Svezia, Danimarca, Canada, Germania, Finlandia e Ucraina completano la top ten dei mercati internazionali, ben 66 nel mondo.

Unica nota in negativo il numero degli enoturisti che hanno visitato le cantine consorziatre Corpinnat: 34mila contro i 38mila del 2024 e i 21mila dell’esercizio 2020. In cinque anni, il trend si mantiene positivo con una crescita cumulativa del 61%.