Prosegue la 56° edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati di Verona, in programma a Veronafiere dal 14 al 17 aprile. Dallo spritz alcool free ai dati sull’enoturismo, Vinitaly continua a stupire con una variegata gamma di esperienze e incontri. Ecco gli eventi salienti della giornata.

L’accordo ISMEA-AITE per supportare il sistema dei dati sull’enoturismo

Durante la terza giornata di Vinitaly è stata presentata la prima indagine sull’enoturismo frutto dell’accordo tra ISMEA e AITE, l’Associazione italiana turismo enogastronomico. L’enoturismo coinvolge 13,4 milioni di italiani, il 64,5% dei viaggiatori, specialmente americani ed europei.

L’indagine presentata durante il convegno ha rivelato un alto livello di soddisfazione tra gli enoturisti italiani, con il 75% che ha apprezzato la qualità del servizio offerto, i legami con la comunità locale e le modalità di prenotazione. Tuttavia, per il futuro, si è evidenziata la necessità di una maggiore diversificazione delle offerte e di un avvicinamento ai giovani per garantire la sostenibilità del settore.

Roberta Garibaldi, Presidente di AITE, ha enfatizzato l’ascesa economica dell’enoturismo e la necessità di piani strutturati per realizzare progetti di sistema. Giorgio Del Grosso, Capo del dipartimento di statistica e trasformazione digitale dell’OIV, ha parlato dell’enoturismo come motore di sviluppo locale e di un protocollo d’intesa con l’Un Tourism per misurare il suo impatto economico. 

Fivi: la tavola rotonda sugli health warning a Vinitaly

Il pericolo degli health warning sulle etichette di vino torna alla ribalta a Vinitaly. Negli spazi della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, oggi si è tenuta la tavola rotonda “Health warnings: la filiera del vino sotto attacco-Cosa è cambiato in un anno”. “La questione delle etichette”, ha spiegato il Senatore Gian Marco Centinaio, “è cruciale per la tutela dei nostri prodotti agroalimentari. Dalla sicurezza dei consumatori alla protezione delle Indicazioni Geografiche dalle imitazioni, tutto passa da questa ‘vetrina’, perché da essa le persone decidono inizialmente i propri acquisti.

“Noi vignaioli siamo in prima linea per promuovere il consumo consapevole e moderato – non a caso abbiamo aderito al programma Wine In Moderation” ha sottolineato Lorenzo Cesconi, presidente FIVI. “Ma non possiamo accettare che il vino sia trattato come una semplice bevanda alcolica, perché non lo è. Inoltre, non possiamo permettere che il tema dei consumi alimentari continui a essere affrontato superficialmente e a senso unico”.

Un’installazione immersiva per vivere il vino a 360°

Vinitaly offre anche esperienze uniche, come l’installazione “Divina immersiva eccellenza”, realizzata dal collettivo artistico Trama (guidato dal regista Andre Guidot) per il Ministero dell’Agricoltura, che ha raccontato il mondo vitivinicolo italiano da una prospettiva diversa tramite immagini evocative e focus al microscopio.

Coldiretti chiede lo stato d’emergenza per la siccità in Sicilia

Coldiretti chiede al Governo di dichiarare lo stato d’emergenza in Sicilia a causa della grave siccità che sta colpendo duramente il settore agricolo regionale. La media siciliana delle piogge rilevate dalla rete SIAS, pari a circa 36 mm, è stata praticamente la metà della norma mensile, che per il periodo 2002-2023 è stata pari a 73 mm. La mancanza di piogge ha compromesso l’irrigazione dei campi e danneggiato le coltivazioni, soprattutto cerealicole, ortofrutticole e vitivinicole. Coldiretti propone interventi urgenti, come aiuti economici per gli agricoltori e misure di sostegno per la gestione idrica, oltre all’accelerazione delle procedure per interventi di efficientamento e raccolta delle acque piovane.

Vini dealcolati, un mercato in crescita

“In Italia, il 36% dei consumatori è attratto dalle bevande dealcolate; negli Stati Uniti, un vero e proprio incubatore di tendenze, il mercato Nolo (no e low alcohol) vale già 1 miliardo di dollari. Ma l’Italia in questo caso gioca un ruolo residuale, perché – contrariamente a quanto già succede da due anni tra i colleghi nell’Ue – non è ancora possibile per le imprese elaborare il prodotto negli stabilimenti vitivinicoli e non sono state fornite indicazioni agli operatori sul regime fiscale. In estrema sintesi, il prodotto può circolare anche in Italia (come in tutta l’Ue), ma i produttori italiani non possono produrlo”.

Così, oggi, il segretario generale di Unione Italiana Vini (Uiv), Paolo Castelletti, ha introdotto la tavola rotonda “Dealcolati & Co – Le nuove frontiere del vino”.

Quindi mentre il Governo ribadisce che i vini dealcolati non dovrebbero essere chiamati “vini” e che non saranno incentivati, il mercato ha registrato una crescita significativa a doppia cifra. La domanda principale rimane: i vini dealcolati rappresentano una moda passeggera, alimentata dal crescente interesse per uno stile di vita salutare e dalle campagne anti-alcol, o sono destinati a diventare un trend duraturo?

Una significativa fetta di mercato italiana è interessata a sperimentare tali prodotti, suggerendo un potenziale di crescita ancora inesplorato. In definitiva, le imprese italiane chiedono un cambio di rotta per produrre in patria ciò che attualmente sono costrette a realizzare all’estero (perdendo così una parte significativa del valore aggiunto del prodotto). 

Il dibattito sui vini dealcolati continua, alimentando riflessioni sul futuro del settore e sulla sua adattabilità alle mutevoli preferenze dei consumatori.

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