(di Sara Falchetto)
Come ogni anno il fulcro indiscusso del Carnevale veronese resta il Venerdì Gnocolar durante il quale si celebra il Bacanal del Gnoco, in programma il 13 febbraio 2026, appuntamento simbolo del Carnevale veronese e tra le celebrazioni più antiche d’Italia. La grande sfilata di carri allegorici, gruppi mascherati e bande musicali attraverserà le vie cittadine, guidata dal Papà del Gnoco, maschera emblematica della festa, che condurrà il corteo fino allo storico quartiere di San Zeno. È una giornata particolarmente attesa non solo da famiglie e bambini, ma anche da comitive di amici, capace di portare movimento, colore e divertimento in tutta la città, trasformando Verona in un grande spazio di festa e condivisione.
Il Bacanal del Gnoco rappresenta un evento identitario, profondamente radicato nella storia e nella tradizione cittadina, e costituisce un importante momento di aggregazione sociale. Non è solo spettacolo e folklore, ma anche un’occasione significativa di vitalità economica: il Venerdì Gnocolar è infatti fondamentale per ristoratori ed esercizi commerciali del centro e delle zone limitrofe, che per l’occasione propongono menù fissi dedicati, con protagonisti i celebri gnocchi e i numerosi sughi della tradizione, richiamando cittadini e visitatori.
La storia del Bacanal del Gnoco
Il nome originale, Bacanàl del Gnoco, rimanda a una tradizione che affonda le proprie radici nel tardo Medioevo e che può essere considerata, per continuità storica, una delle più antiche d’Europa. Un ruolo centrale nella nascita della festa è attribuito a Tomaso Da Vico, medico veronese del XVI secolo. Come racconta Girolamo Dalla Corte nella sua Istoria Veronese, tra il 1520 e il 1531 la città fu duramente colpita da una serie di eventi drammatici: le devastanti inondazioni dell’Adige e le incursioni dei Lanzichenecchi di Carlo V portarono a una grave crisi e a un forte aumento dei prezzi del pane.
Il 18 giugno 1531 la tensione esplose nel quartiere di San Zeno, dove il popolo insorse assaltando i forni e appropriandosi di pane e grano. La rivolta generale fu evitata grazie all’intervento di dodici cittadini, che decisero di sostenere a proprie spese il sostentamento degli abitanti più poveri del quartiere. Secondo la tradizione, tra questi figurava proprio Tomaso Da Vico, indicato come “istruttore e restauratore” del Baccanale del Gnoco, per aver distribuito spontaneamente viveri alla popolazione.
Le novità di quest’anno
L’edizione 2026 porterà alcune novità legate al percorso della sfilata, che sarà riorganizzato per rispondere alle esigenze connesse alle Cerimonie Olimpiche e Paralimpiche. Confermato l’arrivo a San Zeno, il tracciato sarà alternativo e non interesserà piazza Bra, offrendo però nuovi scorci della città. Come annunciato dal sindaco:
“Il nuovo percorso consentirà alla sfilata di attraversare, per la prima volta, uno dei ponti cittadini, aggiungendo ulteriori elementi di suggestione all’evento.”
Confermati anche i finanziamenti pubblici, con uno stanziamento complessivo di 100 mila euro: 75 mila euro saranno destinati all’organizzazione del Venerdì Gnocolar, mentre 25 mila euro andranno a sostegno dei comitati rionali partecipanti. Una riorganizzazione pensata come soluzione temporanea, che guarda alla sicurezza e alla continuità della manifestazione, rafforzando un evento che fa parte dell’anima di Verona e che, pur evolvendosi nel tempo, resta una tradizione storica destinata a non scomparire mai.




















