(di Bernardo Pasquali). L’Europa decide di cambiare marcia sul fronte della produzione su larga scala nel settore Bioeconomia. Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente la strategia UE proposta dalla Commissione. In modo particolare, come afferma il Ministro all’Agricoltura della Repubblica di Cipro, Maria Panaiyotou, relatrice del provvedimento, “Il Consiglio appoggia l’aumento dell’innovazione e di misure a sostegno degli investimenti in biosoluzioni sostenibili, tra cui approvazioni più rapide e norme semplificate, nonché azioni globali di primo piano in materia di bioeconomia“.

La bioeconomia continua a presentare un enorme potenziale non sfruttato, eppure i numeri sono tutti a suo favore. Il provvedimento UE insieme alla Banca Europea peer gli investimenti, hanno elaborato una strategia complessa per rafforzare questo settore. Non solo un impegno economico ma anche legislativo per rendere molto più semplice la complessa burocrazia attualmente in vigore, che rallenta e, purtroppo, talvolta scoraggia, l’avvio di iniziative private fondamentali.

I numeri della Bioeconomia allo stato attuale

La proposta della Commissione per il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP 2028-2034) aumenta i finanziamenti a favore della bioeconomia attraverso il Fondo europeo per la competitività e l’ambito di intervento del programma quadro Orizzonte Europa in materia di salute, biotecnologie, agricoltura e bioeconomia. Ciò mobiliterà finanziamenti per la ricerca e l’innovazione, investimenti su vasta scala lungo l’intera catena del valore, compresa la gestione sostenibile del suolo, e di ridurre i rischi della diffusione industriale, colmando il divario tra ricerca, innovazione ed espansione del mercato.

Nel 2023, nell’UE, le attività di produzione e conversione della biomassa occupavano 17,1 milioni di persone (8 % dei posti di lavoro nell’UE) e generavano 863 miliardi di EUR di valore aggiunto (5 % del prodotto interno lordo dell’UE)9. Nel 202310 gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo nei settori connessi alla bioeconomia hanno raggiunto i 23,2 miliardi di EUR (9 % di tutti gli investimenti in tali attività), mentre i brevetti in questi settori hanno rappresentato il 5 % di tutti i brevetti depositati nell’UE tra il 2008 e il 202011.

bioeconomia a base di mais

La strategia europea in quattro pilastri operativi

La visione di questo progetto, vuole arrivare al 2040, con una struttura consolidata sul territorio, tale, da ridurre ulteriormente la dipendenza da carbon fossile, generando economia pulita e sostenibile. Sono 4 i dogmi fondamentali su cui poggerà l’intero intervento:
1) intensificare l’innovazione e gli investimenti;

2) creare nuovi mercati guida per i materiali e le tecnologie a base biologica;

3) garantire l’approvvigionamento di biomassa sostenibile in tutte le catene del valore; 

4) sfruttare le opportunità a livello globale.

Lo strumento accolto in Consiglio Europeo sposta l’attenzione verso la diffusione a livello industriale, l’espansione del mercato, la competitività e la resilienza. Entro il 2040 i materiali e i prodotti sostenibili a base biologica, quali i materiali da costruzione, i prodotti biochimici, i prodotti tessili, i fertilizzanti, i prodotti fitosanitari e la plastica, saranno ampiamente diffusi nell’UE.

Tali materiali e prodotti forniscono alternative prive di combustibili fossili e creano nuovi flussi di reddito stabili nelle regioni rurali, costiere e industriali di tutta Europa. I miglioramenti del rendimento sostenibile favoriscono un’agricoltura e sistemi alimentari resilienti fondati su una gestione basata sulle conoscenze. Le bioraffinerie integrate e gli impianti avanzati di fermentazione operano in tutto il continente, trasformando diverse materie prime in prodotti di valore elevato.

Sostegno alle PMI e a chi produce alimenti e mangimi

La Commissione metterà a disposizione delle PMI un sostegno tecnico affinché esse potenzino i bioprodotti innovativi al fine di accelerare le autorizzazioni, mantenendo nel contempo standard di sicurezza elevati. In particolare, la Commissione sosterrà le PMI che sviluppano prodotti innovativi basati sulla fermentazione avanzata, anche per gli alimenti e i mangimi. La Commissione promuoverà l’uso di ambienti di sperimentazione quali gli spazi di sperimentazione normativa nel contesto della bioeconomia, anche nell’ambito del futuro atto legislativo dell’UE sull’innovazione.

Sviluppo dei mercati guida già ben avviati in Europa

Dovrebbe essere data priorità ai settori in cui le biosoluzioni apportano il massimo valore aggiunto e che sono prossime alla diffusione sul mercato o sono già mature a livello industriale, basandosi su catene del valore esistenti per garantire un’ulteriore efficienza. Nel 2022 la biomassa in Europa è stata utilizzata principalmente per: mangimi (38 %), energia (29 %), materiali (24 %) e prodotti alimentari (9 %). Negli ultimi dieci anni l’uso della biomassa per fini energetici è aumentato del 14 %, mentre l’uso dei materiali è aumentato dell’11 %29. La bioenergia continua a svolgere un ruolo nella sicurezza energetica, in particolare quando utilizza residui, non aumenta l’inquinamento idrico e atmosferico e integra altre energie rinnovabili.

Sostegno alla domanda sempre più importante di biocarburanti

I biocarburanti continueranno a svolgere un ruolo nella decarbonizzazione del settore dei trasporti, in particolare nei settori dell’aviazione e del trasporto marittimo, nonché per il trasporto pesante a lungo raggio nella transizione verso l’elettrificazione. Secondo le previsioni, la domanda aumenterà a partire dal 2025, trainata in parte da ReFuelEU Aviation e FuelEU Maritime. Tuttavia la disponibilità di biomassa sostenibile rimane limitata e il suo uso è più efficace nei settori in cui è difficile ridurre le emissioni. Come indicato nel piano di investimenti per i trasporti sostenibili, la presente strategia sosterrà una catena del valore coerente, circolare e sostenibile a tali fini.

@bernardopasquali