(di Bernardo Pasquali). C’è grande fermento per l’arrivo di Pitti Taste 2026 alla Fortezza da Basso. L’edizione numero 19 sarà il primo grande evento fieristico del cibo creato in Italia. Una vetrina internazionale dove si presentano 810 aziende che hanno segnato o, stanno orientando, l’eccellenza produttiva italiana nel mondo. Molte di esse devono molto a questa manifestazione che apriva i suoi battenti nel lontano 2006, nella mitica location della Stazione Leopolda. Da quell’edizione sorprendente che ha fatto capire quanto fosse importante creare relazioni tra produzione, vendors e consumatore finale, il motto è sempre stato lo stesso: “valorizzare le diversità del gusto!”.

Quest’anno il tema attorno al quale si svilupperà l’intera manifestazione sarà TRUE FOOD ponendo una grande attenzione alla materia prima da trasferire come concetto fondamentale al pubblico di operatori e di buyer, sempre più internazionale. Anche quest’anno lo sforzo da parte dell’organizzazione è stato quello di selezionare ulteriori 100 nuove aziende. Taste 2026, come al solito, presenta tutte quelle realtà italiane artigianali o semi artigianali che fanno della qualità delle materie prime e della trasformazione il loro credo. Il tutto farcito da una particolare attenzione alla tradizione dell’Italian Style, nel packaging e nel modo di proporsi a livello commerciale.

L’edizione 2025. Credits: AKAstudio-collective

A Pitti Taste 2026 il “Cibo Vero”

Raffaello Napoleone, Amministratore Delegato di Pitti Immagine afferma: “Sono due parole fondamentali che rappresentano in maniera condensata ciò che cercano i buyer internazionali ed è il mood di questa manifestazione da sempre. Taste 2026, come le altre 19 edizioni è sempre cresciuta in modo costante ma sostenibile e il numero di aziende è sempre andato a braccetto con l’intero programma di iniziative di contenuto di pregio che cerchiamo ogni anno di affrontare e comunicare”

Gi fa eco il Direttore Generale di Pitti Immagine Agostino Poletto, anima instancabile di questa manifestazione, “L’evento ha creato negli anni un gruppo di produttori che percepiscono Taste come una valorizzazione del loro brand. Taste 2026, come le altre edizioni, è diventata una community di eccellenza che ha offerto opportunità di interazioni efficaci tra le aziende ed è sempre un momento importante di confronto soprattutto per quanto riguarda l’andamento dei mercati internazionali e le opportunità di consolidamento aziendale. Essere selezionati da Pitti Taste è un plus irrinunciabile ormai dai produttori!”.

A sinistra Raffaello Napoleone, Amministratore Delegato di Pitti Immagine e a destra, Agostino Poletto, Direttore Generale di Pitti Immagine

Un evento sempre più internazionale

Il ministero degli Affari Esteri e l’Agenzia ICE (Istituto per il Commercio Estero), saranno partner preziosi di Taste 2026. La collaborazione con le due istituzioni ha permesso anche per l’edizione 2026 la partecipazione di un sostanziale numero di buyers provenienti da tutto il mondo. Quest’anno si supereranno i numeri del 2025 che, comunque, avevano visto l’aumento dei compratori internazionali del 24% con gli arrivi maggiori dalle seguenti nazioni: Francia, Germania, Stati Uniti, Svizzera, Gran Bretagna, Spagna, Austria, Belgio, Olanda, Turchia. Buone anche le presenze dell’Est europeo e di tanti mercati extra continentali: Australia, Giappone, Canada, Corea del Sud, Singapore, Thailandia, Emirati Arabi e Arabia Saudita, Messico, Brasile, Nuova Zelanda.

Ecco quali sono le 120 nuove aziende a Taste 2026

Sono 120 le nuove aziende che entreranno nella selezione di Pitti Taste 2026. Sono una quarantina hanno deciso di non partecipare, quindi un fisiologico 5%. Questa manifestazione ha in effetti la fila di richieste soprattutto per alcuni settori merceologici. Quest’anno tra le aziende nuove ci saranno anche quelle di Massimo Bottura, Raffaele Alajmo e Niko Romito, le tre superstar della cucina italiana. Una nuova tendenza quella degli chef di creare strutture di produzione con concept di massima qualità e sostenibilità.

Queste tutte le nuove aziende presenti a Taste 2026. Antica Amaretteria, Antica Marineria Famiglia Gallo, Bibogem, Blend Tea, Borgo delle Mele, Caffè Perrero, Casata del Lago, Cascina Mana, Caseificio Antonio Garau dal 1880, Castello di Ama, Cerasus Sanguine, Conservas Lavin, Cotteria Magrì, Creobio, Dal Bello, Della Fara, Drusian Francesco, Espuma Punk, Eugenia Amaretti, Fagianeria, Fermento Lab, Folla Lab, Green Heart, I Nutribuoni di Norma, Ibericos Covap.

La Montemarzina, La Vera Crescia di Gubbio, Le Delices de Flore, Lino Ramunno, Massador del Mar, Maurizio Russo, Mazzuca, Meletti, Mercato ittico di Livorno, Mimina Granola, Must Uva Drink, Nebrodinero, Nomora, Olio Lametia dop, Ostrica Venere, Pasticceria Mazzali, Pastificio Ducato d’Amalfi, Petrone antica distilleria, Relanghe, Salumi Pretone, Santa Rita Bio Caseificio sociale dal 1964, Setaccioro, Stratta 1836, Succulento, Sutta a Santa, Tiri, Villa Manodori, Zuarina.

Davide Paolini

Ecco il programma dei Taste 2026 ring di Davide Paolini

Uno degli appuntamenti sempre molto seguiti di Taste, sin dalla sua fondazione, sono gli incontri organizzati dal fondatore di questo evento, il Astronauta Davide Paolini. si terranno tutti presso la @Taste Arena, nel Padiglione delle Ghiaia.

_Dalla panetteria alla bakery
Sul Ring si danno appuntamento i maggiori esperti di panificazione per fare il punto sulla grande trasformazione del mondo del pane, in passato sempre ancorato alle tradizioni.

_Dalla cucina al prodotto: una nuova sfida tra chef stellari
Un’occasione per vedere riuniti alcuni dei nomi più importanti della ristorazione italiana e ascoltare la loro esperienza di produttori.

_Il boom del panettone. Ma fuori stagione
Ferragosto con il panettone: perché no? Sul Ring si discute dell’ultima (e provocatoria) tendenza gourmet: il più iconico dolce delle feste natalizie proposto tutto l’anno in versione estiva.

@bernardopasquali