(di Bernardo Pasquali). Italia Libia, Italia Nordafrica; in questo 2026 di grande instabilità geopolitica, si affermano nuove rotte commerciali che fino a qualche anno fa erano letteralmente improponibili. Grazie ad una lenta ma continua stabilizzazione dei paesi del Maghreb e, in modo particolare, un miglioramento sensibile della situazione politica libica; grazie alla crescita esponenziale che sta avendo un altro paese che si sta candidando a nuovo hub di collegamento tra Africa e Medio Oriente, l’Etiopia, il futuro di queste rotte sembra sempre più influente sui commerci internazionali.
Stefano Sartorati, titolare dello Studio Tributaristico SPT di Caldiero, Partner ufficiale di Delta Center – The Global Gateway for Africa, con uffici a Genova e a Tunisi, socio di Airlogistica, con sedi a Verona, Genova, La Spezia, è fortemente attivo, nell’ultimo anno, nella creazione di partnership commerciali proprio in quest’area.

Lo scenario attuale limita le rotte Italia – Africa del Nord
“La crisi nel Golfo e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno prodotto effetti indiretti anche sulle rotte Italia Libia e Italia Nord Africa. Pur non essendo una direttrice direttamente dipendente da Hormuz, il mercato ha risentito dell’aumento dei costi energetici, dei premi assicurativi e dell’incertezza generale sui noli marittimi – afferma Sartorati – Secondo Maersk, fra le prime Compagnie di navigazione mondiali, la crisi ha inciso soprattutto sui costi del carburante e sulla sicurezza nelle acque del Golfo, mentre la domanda container globale è rimasta relativamente stabile“.
Nel primo trimestre del 2026 in tutta Europa le tariffe del trasporto merci sono aumentate. A spingere i prezzi sono stati soprattutto il caro carburante, l’aumento dei pedaggi e le tensioni internazionali che stanno pesando sul mercato energetico. È quanto emerge dal nuovo report pubblicato da IRU insieme a Upply e Ti. Lo studio evidenzia un settore alle prese con costi operativi in crescita e margini sempre più sotto pressione. Questi fattori hanno spinto il Brent oltre i 100 dollari al barile, determinando un aumento immediato dei costi per il trasporto su strada, che in alcuni Paesi europei sono stati ancora più marcati.
Il Diesel spinge le tariffe verso il rialzo
In Germania il diesel è aumentato del 35%, mentre in Francia del 27%. Ovviamente anche l’Italia è coinvolta nel tema del caro gasolio. Tra gennaio e marzo 2026 il prezzo medio del carburante nell’UE è aumentato da 1,56 euro a 1,96 euro al litro. Un rincaro del 26%. Questo scenario ha spinto molte aziende di trasporto a rivedere le proprie tariffe per compensare l’aumento dei costi operativi.

Per la rotta Italia Libia e Italia Nord Africa non si può parlare di blocco dei traffici, ma di maggiore cautela: tempi più lunghi nelle decisioni commerciali, richiesta di preventivi più frequente, attenzione ai pagamenti e alla disponibilità di spazio nave. Il commercio non si è fermato, ma è diventato più selettivo.
Paradossalmente, in questo scenario, la crisi di Hormuz può restituire competitività ad alcuni Paesi del Mediterraneo meridionale: Libia, Algeria, Tunisia, Egitto e Marocco hanno ritrovato centralità perché più vicini all’Europa e meno esposti alle rotte asiatiche e mediorientali.
Italia Libia, fatal attraction dei prodotti italiani, con l’incognita dell’influenza russa
“Sebbene il Piano Mattei non coinvolga formalmente la Libia tra i Paesi prioritari iniziali, il Paese continua ad attrarre un forte interesse italiano, soprattutto nei settori energia, infrastrutture, logistica e formazione – afferma Stefano Sartorati – La Libia, in particolare, conserva un ruolo energetico importante, anche se la produzione petrolifera resta vulnerabile a instabilità politica, problemi infrastrutturali e blocchi interni“.
Oggi il mercato libico chiede soprattutto continuità, affidabilità e rapidità. “C’è domanda di materiali per edilizia e infrastrutture, macchinari, ricambi, prodotti alimentari, farmaceutici, beni di consumo, attrezzature industriali e servizi logistici qualificati. Non basta più “vendere merce”: servono operatori capaci di seguire dogana, documentazione, resa, trasporto interno e gestione del rischio, in sintesi operatori logistici qualificati“.

L’influenza russa nell’area è un fattore da monitorare. La presenza russa in Libia e nel Sahel, anche tramite strutture collegate all’Africa Corps, viene segnalata da diversi osservatori come elemento di consolidamento politico e militare. “Non è necessariamente un ostacolo immediato per ogni operatore commerciale, ma aumenta la complessità geopolitica e impone maggiore attenzione nella scelta di partner, banche, controparti e rotte“.
Per le imprese italiane le opportunità non riguardano soltanto la vendita di prodotti. “Il mercato può essere interessante – conclude Sartorati – anche per joint venture, assistenza tecnica, formazione, manutenzione, logistica, edilizia, energia, agroalimentare, trattamento acque, sanità, portualità e servizi doganali“.
La Libia come piattaforma naturale verso l’Africa
Il Piano Mattei conferma l’interesse italiano verso una cooperazione più strutturata con l’Africa, con aree prioritarie quali energia, infrastrutture, formazione, agricoltura e sviluppo economico. Quanto alla situazione interna libica, resta necessario un approccio prudente.
“Il Paese – continua il titolare di STP e socio di Airlogistica – pur presentando ancora divisioni politiche e territoriali, con aree più operative e altre più delicate, ricopre il ruolo come piattaforma naturale per l’accesso ai mercati africani e come snodo centrale del Mediterraneo, non solo in chiave bilaterale Italia–Libia, ma come ponte tra Italia/Europa, Nord Africa, Sahel e Africa subsahariana.
Per gli occidentali non si tratta di un mercato impossibile, ma di un mercato che richiede esperienza locale, interlocutori affidabili, conoscenza delle procedure e verifica costante delle condizioni di sicurezza. Su quest’ultime, negli ultimi anni si sono intensificati i confronti tra operatori, istituzioni e autorità competenti italiane e libiche con l’obiettivo di favorire procedure più sicure e trasparenti per l’interscambio tra i due Paesi in materia finanziaria, fiscale, doganale e di vigilanza.

Tavolo tecnico Italia Libia e regole più chiare sugli scambi commerciali
Questo rapporto sempre più stretto ed efficace tra i due stati, si inserisce anche l’ipotesi di un Tavolo Tecnico Italia Libia finalizzato all’adozione di regole più chiare in ambito contrattuale, doganale e fiscale, oltre a maggiori garanzie per pagamenti e finanziamenti. I rapporti economici tra Italia Libia, sono ancora complessi, nonostante un forte interesse reciproco a rafforzare l’interscambio.
Sono tutti temi che sono tornati di attualità in occasione della visita ufficiale a Roma del Primo Ministro libico Abdulhamid Dabaiba, finalizzata al rafforzamento dei rapporti economici e istituzionali tra i due Paesi.
“Per una società di trasporti marittimi italiana – conclude Sartorati – la Libia rappresenta da anni una rotta naturale: vicina, complementare e strategica. L’esperienza maturata sul campo dimostra che il lavoro non si costruisce solo con la nave o con il container, ma con relazioni, presenza, capacità di risolvere problemi e conoscenza concreta del territorio“.





















