(di Bernardo Pasquali). Macfrut 2026 si avvicina e, anche quest’anno, sarà un appuntamento irrinunciabile per chi vuole crescere nel settore dell’agricoltura moderna, soprattutto, nella gestione della filiera ortofrutticola. Dal 21 al 23 Aprile prossimi presso la struttura di Fiera di Rimini. Come al solito ci saranno grandi opportunità di dialogo con nuovi paesi e nuovi mercati, sia per quanto riguarda l’export italiano, sia per quel che riguarda l’import di prodotti nuovi da tutto il mondo.

In modo particolare, vista l’estensione sempre maggiore, di Agricoltura 4.0 e dei sistemi integrati computerizzati di controllo delle attività agricole, con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale (AI), Macfrut ha deciso di dedicare un intero padiglione all’innovazione attraverso questa rivoluzione digitale in corso. Si chiamerà proprio Innovation Area, e si troverà al Padiglione 3. Uno spazio che non può essere ignorato per chi vuole rimanere aggiornato sulle più moderne applicazioni aziendali, che aiutano a rendere4 i processi meno impegnativi e più efficienti.

Ma l’AI è alleata o nemica dell’agricoltura?

La provocazione proviene dal fatto che, a mio avviso, stiamo trattando l’AI come un sistema altamente proficuo e adattativo; invece non ne conosciamo perfettamente tutti i dettagli e, soprattutto in alcuni settori, forse meno in quello agricolo, non stiamo valutando correttamente pro e contro della rivoluzione in atto. Se partiamo dal presupposto che l’AI non dovrà avere l’obiettivo di sostituire l’uomo ma di affiancarlo, riducendone le difficoltà e i tempi di azione, siamo anche più sereni nel capire quanto essa possa diventare decisiva e sostanziale per rimanere competitivi sul mercato e proattivi nella definizione di tutti gli elementi quantitativi e qualitativi di un prodotto finito. In questo senso è sicuramente una alleata che finalmente è arrivata.

Affinchè diventi un alleato una delle clausole fondamentali che, ancora oggi nel 2026, non trovano soluzione, soprattutto per il nostro paese e la sua configurazione geomorfologica è senza dubbio, l‘infrastruttura digitale che rimane disomogenea e talvolta ancora assente. Questo favorisce alcune zone che ne sfruttano al massimo l’efficacia, a scapito però di altre dove se arriva il 4G è già tanto.

Criticità del sistema produttivo italiano nei confronti dell’AI

Un altro problema è che l’AI purtroppo risente anche delle dimensioni delle aziende agricole e, in Italia, in modo particolare solo il 23% delle aziende sotto i 10 ettari ha adottato almeno una soluzione 4.0, contro l’82% delle aziende oltre i 200 ettari. Analogamente, l’adozione raggiunge l’81% nelle imprese con fatturato superiore a 1 milione di euro, ma resta marginale nelle realtà con ricavi inferiori a 50mila euro. Considerando che in Italia la dimensione media aziendale è pari a 11,1 ettari (dato Istat richiamato nello studio ndr.) e che la maggioranza delle imprese è di piccola scala, emerge con chiarezza il limite strutturale alla diffusione delle tecnologie AI e di automazione.

Anche tra chi ha adottato soluzioni 4.0, non mancano criticità: il 36% segnala problemi di interoperabilità tra sistemi, il 30% carenza di competenze adeguate, il 26% ritorni economici non pienamente soddisfacenti e il 16% problemi di connettività. Tra i non adottanti, il 68% ritiene la propria azienda troppo piccola per giustificare l’investimento e il 45% considera i benefici insufficienti rispetto ai costi.

Purtroppo esiste una disomogeneità ancora troppo evidente nella formazione all’utilizzo di tali tecnologie avanzate e solo poche aziende hanno il know how per riuscire a integrare i suoi processi con questi sistemi fortemente innovativi. Per questo motivo, una delle attività che sono straordinariamente urgenti è un patto tra produttori di Ai, generatori di software e agricoltori. Qui servirebbe un intervento deciso del MASAF per agevolare la formazione e l’introduzione di tutti gli operatori del sistema affinché possano avere le conoscenze sufficienti all’utilizzo della tecnologia. Altrimenti molti agricoltori saranno impossibilitati a raggiungere gli obiettivi del futuro e sei troveranno a fare i conti con una AI che sarà più una nemica che una alleata

Ecco tutti gli appuntamenti sull’innovazione a MACFRUT 2026

La 43esima edizione della kermesse riserverà un’apposita area – Innovation Arena (Padiglione D3) – che ospiterà tre importanti incontri sull’agricoltura del futuro (se non del presente), focalizzati sull’utilizzo dei dati attraverso l’intelligenza artificiale, la robotica ed i droni in campo. Tutti in programma mercoledì 22 aprile, gli incontri sono organizzati da Macfrut, Politecnico di Torino, Università di Bologna e Regione Emilia-Romagna, e vedranno la partecipazione di docenti dei due atenei, esperti del settore e imprese innovative. 

I Dati e l’Intelligenza Artificiale: strategici in frutticoltura
Mercoledì 22 Aprile ore 10.00

Il primo appuntamento (ore 10) spiega come i dati, l’intelligenza artificiale e l’IoT (Internet of Things) – cioè la rete di oggetti con sensori, software e tecnologie che raccolgono e scambiano informazioni via web senza intervento umano – possano essere strategici in frutticoltura, rendendola più efficiente e remunerativa.

La Robotica per l’Agricoltura
Mercoledì 22 Aprile ore 12.15

Il secondo evento si concentrerà invece sui vantaggi dell’utilizzo della robotica connessa con l’intelligenza artificiale, su quali siano le principali applicazioni nel comparto agricolo attraverso anche esempi di robot e sistemi autonomi già presenti sul mercato o in fase di sviluppo.

Droni per l’agricoltura di precisione
Mercoledì 22 aprile ore 16.30

Il terzo appuntamento, si concentrerà invece sull’utilizzo dei droni in agricoltura, in particolare il loro possibile impiego nel monitoraggio delle avversità fitosanitarie tramite l’integrazione con l’intelligenza artificiale, come supporto alle decisioni e nella protezione delle colture attraverso la distribuzione di prodotti fitosanitari. 


@bernardopasquali