Pubblicato il report 2026 sul gelato confezionato dall’Istituto del Gelato Italiano (IGI) da Ergo S.r.l, società spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I dati sono molto interessanti e confortanti. Sempre più valore alla sostenibilità e sempre meno impatto sull’ambiente. Il rapporto ha coinvolto le aziende italiane che producono il 90% del gelato confezionato in commercio. L’analisi che è stata effettuata, prevede il controllo della sostenibilità lungo tutto il periodo di produzione del gelato dall’approvvigionamento delle materie prime al packaging, dalla distribuzione al consumo, fino al fine vita, includendo tutti gli impatti ambientali associati.
Prima di tutto la provenienza delle materie prime
Il dato che riguarda questo fondamentale è a dir poco confortante. Il Latte contenuto nei gelati confezionati è per il 70% italiano. un valore difficilmente superabile di molto in quanto è anche difficile l’approvvigionamento per sistemi produttivi di tali portate quantitative. Per quanto riguarda invece il cacao, uno degli ingredienti più comuni, il 98,5% proviene da coltivazioni certificate sostenibili come ad esempio Rainforest Alliance, UTZ, Altromercato, Fairtrade. L’olio di palma in alcuni prodotti è insostituibile ma ciò che si usa è certificato al 100% secondo lo standard RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil). La provenienza da coltivazioni certificate del caffè è invece solamente del 51%, un dato che si può decisamente migliorare.
Il Packaging sempre più conforme agli standard del riciclo
Il lavoro di passaggio dalla plastica alla carta è stato notevole e ha dato buoni risultati anche nelle vendite e nel gradimento dei consumatori. Il 91% del packaging utilizzato dalle aziende è stato dichiarato riciclabile secondo i criteri di raccolta italiani. Quasi la totalità degli imballaggi, infatti, è stata progettata per essere compatibile con i flussi di riciclo effettivamente disponibili. Inoltre, si evidenza la predominanza di imballaggi monomateriale, che possono facilitare la gestione del fine vita: Il 72% delle confezioni sono fatte solo di carta ed oltre il 53% della carta utilizzata è riciclata.

L’autosufficienza energetica è l’obiettivo sempre più determinante
L’autoproduzione energetica da parte delle aziende che producono gelato confezionato è un a costante e ormai quasi il 50% dell’elettricità acquistata proviene da fonti rinnovabili, con certificati di Garanzie di Origine (GO) o viene autoprodotta da impianti fotovoltaici. Un processo che mira a migliorare ancora e contenere nelle fasi più critiche di produzione la produzione di gas effetto serra e anidride carbonica. Nei contesti in cui i fabbisogni energetici non possono essere soddisfatti esclusivamente attraverso l’elettricità, riveste un ruolo significativo il ricorso a impianti di cogenerazione.
Una nuova frontiera nel contenimento sempre maggiore dell’impronta climatica è l’innovazione tecnologica sul fronte della produzione di gelato confezionato con ingredienti alternativi e plant based. Si stanno sperimentando formulazioni che prevedono la sostituzione parziale o totale del latte vaccino con bevande vegetali, come mandorla, soia, avena, cocco o pisello. Il tutto senza interferire o compromettere il sapore e la piacevolezza del prodotto.

I numeri del gelato confezionato in Italia
La produzione di gelati confezionati in Italia nel 2024 ha riguardato un volume di 198.284 tonnellate per un valore di circa 2 miliardi di euro con un consumo pro-capite di circa 2 kg (Dati UNIONE ITALIANA FOOD – revisione 2025). Nel periodo gennaio-settembre 2025 le vendite nel nostro Paese si sono attestate a circa 3 miliardi di porzioni* (*Dati UNIONE ITALIANA FOOD e NielsenIQ- Totale Italia + Discount).
Va segnalato che la produzione nazionale di gelati industriali è seconda in Europa per valore, dopo la Francia, e al terzo posto in volume, dopo Germania e Francia, confermando, anche per questo segmento, la proverbiale eccellenza del Made in Italy (dati EUROSTAT, nel 2024). Grande impulso alla vendita viene data dalla GDO ma anche dalla grande presenza sul territorio di uno degli spazi conviviali che la nostra cultura ci caratterizza, attraverso gli oltre centomila bar della nostra penisola da Nord a Sud e dalla montagna al mare.
L’export del gelato confezionato italiano
In dipendenza delle caratteristiche del prodotto, oltre che dalla configurazione del mercato globale, governato da abitudini alimentari diverse a differenti latitudini, l’export del comparto ha raggiunto nel 2024 un volume di 95.348 tonnellate per un valore di 388 milioni di euro (Elaborazioni UNIONE ITALIANA FOOD su dati ISTAT). L’analisi dei principali mercati di destinazione del gelato confezionatoitaliano evidenzia, sul totale esportato, il predominio dell’UE e il maggior peso dei Paesi vicini: guardando ai continenti, quello europeo copre circa il 65% dei volumi e valori delle esportazioni (60.912 tonnellate e 263 milioni di euro). In generale, le destinazioni maggiori sono state USA e Regno Unito, Germania, Spagna, e Francia.




















