(di Bernardo Pasquali). Marca a Bologna fa ripartire l’intero comparto fieristico nazionale riguardante i prodotti dell’agroalimentare. In particolare la fiera che si terrà il prossimo 14 e 15 gennaio si conferma un appuntamento irrinunciabile per tutte le aziende che intendono entrare a contatto con le grandi firme della distribuzione italiana. Crescono infatti le vendite dei prodotti a marchio del distributore e, con esse, la fiducia da parte del consumatore nei confronti degli stessi. Si chiamano MDD (Marchio del Distributore) o Private Label e rappresentano da sempre il vero sistema di marginalizzazione più efficace per la GDO.
Dal Brand al Marchio del Distributore un lungo percorso ormai consolidato
Chi si ricorda l’approccio ai primi marchi dei Distributori che si trovavano nel Supermercati? Facevano il loro ingresso timidamente, occupando poco spazio sugli scaffali e incontrando lo scetticismo del consumatore che era dovuto soprattutto a: 1) packaging dimesso o poco accattivante 2) poca conoscenza del brand 3) identificazione del MDD come prodotto di secondo valore e di qualità inferiore. Il minor costo, molte volte, non era sufficiente a finalizzare l’acquisto. Ci sono voluti anni, processi di marketing e sistemi di comunicazione aggressivi, per convincere il consumatore che di un prodotto MDD si doveva fidare ed era vantaggioso.
L’avvento della GDO e del canale discount e hard discount ha abituato il consumatore a scegliere con una diversa criticità i prodotti e si è accorto che, brand minori meno indicizzati e meno appariscenti, molte volte proponevano buona qualità, e le imitazione dei prodotti di brand, in alcuni casi, la qualità addirittura la miglioravano. questo passaggio psicologico ha fatto si che i prodotti MDD acquisissero una loro identità e dignità. La GDO ha fatto un grande lavoro di fidelizzazione, ha comunicato che, grazie alla sua storia e alla sua serietà nella selezione del prodotto, poteva permettersi di creare a proprio marchio dei prodotti già in vendita di brand più acclamati, con qualche variazione sul tema.

+ 6% nelle vendite e 9 consumatori su 10 di fidano dei MDD
I dati che emergono dal rapporto dello Studio Ambrosetti e che verranno proclamati durante il convegno inaugurale di MARCA Bologna, evidenziano valori molto positivi. Si sono raggiunti 31,5 miliardi di euro di vendite nel 2025 con un aumento del 6% e, soprattutto, un atteggiamento sempre più fiducioso da parte dei consumatori che si fidano e scelgono, anche a discapito dei brand, le etichette MDD.
Ecco alcuni dei nomi di prodotti MDD che troviamo negli scaffali dei principali gruppi di distribuzione:
Esempi di marche
Esselunga: Naturama.
Coop: Viviverde, Origine, Solidal, Bio-logici.
Conad: Verso Natura, Equo, Baby.
Lidl: Vemondo, Fairglobe.
MD: Vivo Meglio, Carisma.
Chi ci guadagna di più sono le aziende che hanno scelto di produrre i MDD
Le aziende fornitrici (MDD partner) che hanno lavorato per oltre l’80% nella produzione di prodotti a marca del distributore hanno aumentato mediamente nell’ultimo decennio il proprio fatturato dell’11%; valore che si attesta al 7% per chi ha un’incidenza di produzione MDD tra il 50% e l’80% e del 5% chi ha una produzione MDD inferiore al 50%..
“La Distribuzione Moderna è una vera e propria “cinghia di trasmissione” del valore che si crea dalla filiera produttiva al consumatore finale – ha commentato Valerio de Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group. Nel 2024 il settore ha generato 173 miliardi di euro di fatturato, 28,9 miliardi di valore aggiunto e 454 mila occupati, con oltre 70 mila nuovi posti di lavoro creati negli ultimi dieci anni, attestandosi come 9° settore economico per crescita occupazionale nello stesso periodo, più di telecomunicazioni, tessile e amministrazione pubblica”.

Distribuzione geografica dei prodotti MDD in Italia
I prodotti MDD in Italia sono in crescita anche in termini di volumi (+4%) rispetto al 2024 soprattutto al sud e nelle isole dove l’incremento è oltre il doppio rispetto alla media nazionale in termini di valore e circa il triplo per volume. Risultati che generano valore diretto in tutti i territori: come evidenzia il rapporto TEHA, le aziende MDD partner sono distribuite in modo equilibrato. I
l 32% nel nord est, il 27% a nord ovest, il 24% al sud e isole e solo lievemente meno nel centro Italia. Il valore generato dalle aziende MDD partner è cresciuto, inoltre, a un tasso annuo doppio, negli ultimi 10 anni, rispetto a quello dell’industria alimentare ed è stato distribuito in maniera equa in tutte le zone del Paese.




















