(di Carlo Rossi, da Buenos Aires) Ho scoperto la magia del Río de la Plata e del celebre “Mar Dulce” attraverso una degustazione dei vini Bodega Cruzat, Colomé e Etchart che unisce storia, enogastronomia e vista mozzafiato. Dal 1516, quando lo esploratore spagnolo Juan Díaz de Solís fu il primo europeo a raggiungere l’estuario del Río de la Plata, fino al 1520, quando Ferdinando Magellano confermò che si trattava di un estuario e non di uno stretto interoceanico, e al 1945 con l’annuncio della fine della Seconda Guerra Mondiale da parte della Reuters, il Mar Dulce è testimone di miti, scoperte e momenti indimenticabili.
Il nome Río de la Plata (Fiume d’Argento) deriva dalle leggende e dai doni d’argento che le popolazioni indigene i Charrúa offrirono agli esploratori spagnoli scopritori del vasto estuario, associandolo alla ricchezza mineraria di quelle terre, anche se il nome fu dato in seguito e non da una singola persona specifica, ma riflette le aspettative dei conquistadores . Successivamente, l’area fu chiamata “Río de la Plata” per via di queste credenze e dei reperti d’argento, anche se l’argento non si trovò in grandi quantità lì, ma più a nord, nelle Ande.

Situato al primo piano del leggendario Club de Pescadores, il Ristorante sul Mar Dulce offre un’esperienza immersiva con vista sull’estuario, luce che si riflette sull’acqua e una cucina raffinata. La sala elegante accoglie gli ospiti in un viaggio sensoriale tra passato e presente, tra profumi di pesce fresco e piatti gourmet.

Bodega Cruzat, Colomé, Etchart: questi gli abbinamenti
Le milanesitas di mozzarella, croccanti fuori e morbide dentro, con dip di pomodoro, si accompagnano al Torrontés dei Valles Calchaquíes di Salta, coltivato tra 1.800 e 2.300 metri su suoli calcarei e rocciosi delle Ande, che conferiscono aromi intensi e mineralità vibrante. Etichette come Colomé El Esteco Old Vines, cresciuto su terreni alluvionali tra 2.200 e 2.500 metri, e Etchart Cafayate, su suoli ghiaiosi e sabbiosi ad alta quota (1.700–2.000 m), esaltano ogni boccone.

Il risotto al salmone affumicato e Parmigiano, cremoso e sapido con delicate note acquatiche, trova nel Malbec Altura Máxima di Bodega Colomé, coltivato a 3.000 metri su pendii rocciosi e terreni drenanti, un compagno verticale, tannico ed elegante. L’insalata Caesar con salmone e il Rosé Mevino argentino di Mendoza, nato su terrazze vulcaniche a 900–1.200 metri con suoli sabbiosi e ciottolosi, rinfrescano il palato e regalano leggerezza.

Per un brindisi speciale, lo spumante metodo classico Cruzat Cuvée Extra Brut, proveniente dalla Valle de Mendoza, su suoli alluvionali e ciottolosi, con una maturazione che esalta freschezza, finezza delle bollicine e mineralità, aggiunge eleganza e raffinatezza. Premiato nel 2019 – sotto – come “Best International Sparkling Wine” al Challenge Internazionale Euposia, è perfetto per celebrare momenti unici.

Il dessert cremoso di cioccolato con Chantilly e frutti rossi dialoga con Colomé Malbec Dulce, da vigneti di alta quota con escursioni termiche marcate che concentrano zuccheri e aromi, con Familia Zuccardi Bonarda Dulce, coltivato su suoli misti argillo-calcarei a 1.100–1.300 metri, e Cafayate Moscato, dai vigneti ghiaiosi ad alta altitudine, vini dolci d’alta quota che bilanciano dolcezza e acidità e chiudono l’esperienza gastronomica con armonia.





















